Bonifica Valgranda, il Consiglio comunale dà il via libera alla deroga

Le minoranze votano contro per “motivi di merito e di metodo”

Ville d’Anaunia, 16 febbraio 2019 - Il Consiglio comunale ha dato parere di “conformità urbanistica in deroga” alla bonifica bio in località Valgranda, richiesta dal Consorzio di miglioramento fondiario di Tuenno sui comuni catastali di Tuenno e Tassullo 2. Dieci i voti favorevoli della maggioranza e 4 quelli contrari del fronte delle opposizioni (gruppi Dinamica, Insieme verso il futuro e Ora) per “motivi di merito e di metodo”.

La bonifica, lo ricordiamo, riguarda un’area di otto ettari, di cui 2,4 di proprietà comunale che include non solo il bosco, ma anche strade e alveo del rio Riddi.

La seduta - convocata d’urgenza - è stata introdotta dal presidente del consiglio comunale Giuseppe Mendini, che ha dato lettura del testo che accompagna la petizione con 413 firme dal titolo “Difendiamo il valore del bosco e del paesaggio”, promossa dal Comitato bosco Ville d’Anaunia. “I firmatari – si legge nel documento – chiedono che non vengano trasformati i boschi pubblici in nuovi frutteti intensivi, ma chiariamo che non sono contrari alla bonifica e tanto meno alla conversione dal metodo di lotta integrata verso quello biologico”. La petizione (consegnata alla giunta comunale, oltre che al presidente Mendini e all’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli) era nata all’indomani dell’autorizzazione data nel luglio 2018 dal Consiglio comunale al sindaco Francesco Facinelli, affinché aderisse alla proposta del Cmf di Tuenno per riordino e bonifica in un’area che include anche una parte del bosco comunale gravato da uso civico.

Quindi è stata data lettura dell’interrogazione dei gruppi Dinamica e Insieme verso il futuro (consiglieri Rolando Valentini, Marcella Odorizzi e Giuseppe Mendini) che chiedeva quali siano gli importi che il Comune dovrà sostenere per l’attuazione del progetto e con quali fondi intenda finanziare le eventuali spese. Richieste avanzate alla luce del fatto che “non è mai pervenuto in aula un documento ufficiale, tenuto conto della particolarità del progetto che di fatto va oltre le specifiche competenze attribuite all’ente comunale in termini di mandato istituzionale”. I consiglieri hanno espresso dunque una forte preoccupazione: “L’amministrazione stra trascinando in un ginepraio l’ente comunale attraverso un metodo operativo poco attento alle canoniche e basilari modalità di gestione dei procedimenti pubblici. Già in più occasioni si è evidenziata una scarsa attenzione all’approccio e alla gestione del percorso”.

Nella sua risposta, il primo cittadino ha evidenziato che “la superficie attualmente a bosco sul comune catastale di Tassullo 2, dove insiste nel Prg di Tassullo un divieto di cambio coltura, è importante nel progetto, in quanto il materiale prelevato da quest’area servirà per riempire degli avvallamenti dei frutteti attualmente esistenti e quindi uniformare il profilo del terreno. La parte sul cc Tuenno attualmente a bosco, urbanisticamente destinata a cava, è invece interessante da inglobare nel progetto per dare un’uniformità e una coerenza allo stesso”. Facinelli ha dunque ricordato che l’operazione del Cmf ha avuto il parere favorevole del Comitato tecnico forestale che ha valutato l'operazione sotto il profilo idrogeologico e ambientale, dopo un confronto con il Servizio bacini montani mentre, per quanto riguarda l’aspetto paesaggistico, il progetto è stato esaminato dalla Commissione per la pianificazione territoriale e il paesaggio della Comunità di Valle: “L'amministrazione ha valutato positivamente l'opera di bonifica e riordino con l'introduzione del metodo di coltivazione biologico e anche il fatto di avere a disposizione un'area a frutteto da poter affittare”. L'interesse di avere un frutteto comunale, secondo quanto è stato detto dal sindaco, “non è legato tanto ad aspetti economici, quanto alla possibilità fortemente voluta dall’amministrazione di affittare queste superfici dando priorità, attraverso un bando con relativi punteggi studiati ad hoc, a chi coltiverà in prossimità delle zone sensibili e specifiche ad impatto zero. Per questo è stato anche portato avanti un progetto con i ragazzi di VB della Fondazione Mach per valutare quali potrebbero essere tali colture, facendo uno studio di fattibilità ambientale ed economico”.

A seguito dei lavori di bonifica e riordino, il Comune si troverà ad essere proprietario di superfici ad uso agricolo, che potrà affittare o vendere. “Il Comune pagherà per vent’anni al Cmf le spese relative all’opera, che per il progetto complessivo avranno un importo base di 8,50 euro al metro quadro per la superficie utilizzabile che nella peggiore delle ipotesi sarebbe di 1,6 ettari. Nel caso in cui si procedesse con l’affitto, il che rappresenta la volontà dell’amministrazione attuale, il Comune introiterà i canoni di affitto” ha spiegato il sindaco Facinelli. In totale, secondo i calcoli dell’amministrazione, si parla di 138.363 euro di spesa per i lavori da pagare in 20 anni (tasso d’interesse ipotizzato al 2%) per una quota annua di 8.461,83 euro e un canone d’affitto stimato di 8.852,90 euro. Al Comune resterebbero dunque 391,07 euro all’anno: “L’operazione dunque non peserà sul bilancio comunale” ha chiarito il primo cittadino.

Facinelli ha concluso il suo intervento spiegando che “Il percorso attuato per le deroghe e le autorizzazioni è esattamente quello previsto dalle legge e indicato anche dal legale interpellato. Oltre a quanto previsto dalla norma, il progetto è stato presentato al Consiglio Comunale in luglio 2018 per un’approvazione preliminare quale indirizzo politico amministrativo per dare mandato al sindaco, alla giunta e agli uffici di procedere. Considerato che formalmente non è prevista alcuna adesione del Comune in qualità di proprietario delle superfici, ma con il progetto autorizzato dalla giunta provinciale e tutte le autorizzazioni necessarie per la concessione edilizia il Cmf è titolato a procedere, anche con lo strumento dell’esproprio; questo in virtu’ del fatto che il progetto viene approvato dalla giunta provinciale se il miglioramento fondiario sulle superfici dei singoli proprietari è in termini economici più elevato del costo che dovranno sostenere (e calcolato in proporzione all’aumento di valore considerando il beneficio fondiario)”.

In aula sono state dunque esaminate le osservazioni all’operazione, formulate dal Comitato bosco Ville d’Anaunia in seguito all'avviso di deposito di progetto per la realizzazione in deroga di opera pubblica in contrasto con la destinazione di zona. Alle osservazioni ha dato risposta il sindaco. (In allegato all’articolo, pubblichiamo per intero entrambi i documenti).

È seguito il dibattito, con la trattazione del punto all’ordine del giorno relativo alla “Autorizzazione al rilascio del parere di conformità urbanistica in deroga”, richiesta dal presidente del Cmf Danilo Zanini.

Stefano Zanini (Ora) ha sottolineato come la bonifica su terreni comunali sembri essere “la priorità massima dell’amministrazione, anche se non riuscirà a cambiare i rapporti tra agricoltori e popolazione. Infatti il bando per favorire l’affitto a chi cambi modo di far agricoltura nelle zone abitate non è ancora stato studiato, e non è detto che possa essere realizzato viste le leggi alle quali si dovrà fare riferimento. Inoltre se per assurdo potrà funzionare, il modello sarà difficilmente esportabile in quanto i nostri paesi sono immersi nelle zone agricole quindi servirebbero molti più ettari di terreno di quanti ne possano essere disponibili. Valutata l’operazione sarebbe stato meglio porre in vendita i terreni oggetto della bonifica e con gli stesi introiti realizzare qualcosa per la comunità, operazione però da realizzarsi subito, in quanto molti dipendenti comunali sono stati impegnanti oltremodo, senza che ci possa essere un ritorno per il Comune. Non si capiscono quindi le dichiarazioni da parte dell’amministrazione di coinvolgimento futuro delle minoranze, completamente inutili, è nostra opinione che prima ci deve essere un dibattito ed una scelta politica e successivamente si passa all’operatività. Al di là di dubbie scelte politiche pesa sul voto una procedura amministrativa del tutto atipica, dove è il Sindaco a fare riferimenti legislativi che si discostano dalle interpretazioni dei tecnici comunali. Infatti il parere tecnico sulla delibera da parte del servizio urbanistico del comune è: “Non Favorevole”, parere peraltro supportato da consulenti legali esterni. Inoltre manca l’adesione formale al progetto da parte del Consiglio Comunale, una manovra volutamente forzata al fine di eludere ulteriori pareri che sarebbero stati negativi. Infatti il progetto che si propone manca di una valutazione tecnico-economica”.

Rolando Valentini (Dinamica) riguardo all’interrogazione non si è detto soddisfatto della risposta in quanto “i dati riportati non trovano conferme nei documenti di progetto, in più mancano delle spese già sostenute dall’amministrazione”. In generale esprime le sue forti preoccupazioni rispetto al metodo di operare adottato da questa amministrazione che “manca di trasparenza, di precisione e non tiene conto delle volontà delle comunità. Si sta usando lo strumento della partecipazione attiva dei cittadini in maniera singolare. Portiamo un esempio concreto: con circa 260 voti l’amministrazione ha approvato lo stemma comunale (bene pubblico), le oltre 400 firme raccolte contro l’esbosco non sono state considerate. L’amministrazione deve difendere i valori non monetizzabili quali la coesione sociale, i diritti collettivi (usi civici compresi), deve rivestire un ruolo super partes. Consiglio, giunta e apparato tecnico devono viaggiare in sintonia per il bene comune: abbiamo molte opere pubbliche ferme, mentre a questa iniziativa è stata imposta la priorità. Siamo favorevoli alla coltivazione bio e auspichiamo che questa possa crescere. Il nostro voto negativo avviene alla luce della svendita del bene pubblico e dei suoi diritti di uso civico, dalla mancanza di informazioni per assumere una decisione consapevole al progetto, del parere sfavorevole degli uffici tecnici alla delibera e perché deroga a un vincolo imposto dall’ex amministrazione di Tassullo per salvaguardare il bosco del paese. Infine ci sembra alquanto singolare trovare infiniti richiami al fatto che il Cmf abbia un’autonomia decisionale su progetti ricadenti nel proprio territorio di riferimento, esautora di fatto il Consiglio comunale con un’operazione “pilatesca” lasciando ad altri le proprie decisioni”. Giuseppe Mendini (Insieme verso il futuro) si è detto convinto che le stime fornite dal sindaco siano in questo momento superate, ed ha sottolineato come quello che andrà abbattuto è un bosco che va difeso per le sue funzioni di regimazione delle acque a tutela del sottostante paese di Tuenno, anche alla luce di eventi atmosferici come quello di fine ottobre. “Con la delibera che va a togliere il vincolo sul bosco si va contro la sensibilità della popolazione di Tassullo che a suo tempo aveva deciso di tutelarli” ha sostenutoMendini, che ha parlato anche di “scarsa trasparenza per non aver informato i cittadini delle intenzioni dell’amministrazione di sospendere l’Uso Civico (delibera della Giunta comunale del 5 febbraio) in occasione della sessione forestale tenutasi il 29 gennaio”.

Rispondendo agli esponenti dei gruppi di minoranza, Facinelli ha dunque affermato che i terreni acquisiranno un valore patrimoniale importante e potranno essere venduti successivamente alla realizzazione della bonifica, incassando un importo superiore rispetto ad oggi: “In tal caso però non ci sarebbero benefici per la collettività, mentre noi crediamo in un’operazione che avrà ripercussioni positive anche sui residenti nei centri abitati, attraverso la formula dell’affitto. La Commissione forestale ha eseguito le necessarie verifiche e noi crediamo nel favorire un’operazione per il metodo bio. È naturale che l’ufficio ragioneria, in questa fase, non possa tener conto dell’aumento di valore del terreno e non possa valutare gli introiti da affitto, dato che l’operazione non è stata ancora realizzata”.

Infine, come detto la conformità urbanistica in deroga al progetto è stata approvata con 10 voti favorevoli della maggioranza e 4 contrari dei consiglieri di opposizione.

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Sabato, 16 Febbraio 2019 - Ultima modifica: Martedì, 05 Marzo 2019

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